Come è cambiato il PTM proposto a luglio dopo le osservazioni arrivate dal territorio?


Le osservazioni arrivate sono state 86: per il 44% da Comuni e Unioni, per il 30% da imprese singole o associate, per l’8% da associazioni di categoria e partecipate, per l’8% da cittadini singoli o associati, per il 3% da associazioni ambientaliste, per il 3% da ordini professionali e per il 2% da Consiglieri metropolitani.

Le 86 osservazioni sono state scomposte in 552 schede (più 50 schede ritenute non pertinenti con le competenze assegnate dalla legge al PTM) in modo da poter rispondere in modo più appropriato. Di queste l’81% sono state accolte (il 47% pienamente accolte e il 34% parzialmente) mentre il 19% non sono state accolte.

Normalmente le osservazioni che arrivano ai piani urbanistici sono solo di tipo critico. Questa volta invece molti contributi ricevuti ha valutato il PTM in modo positivo, chiedendone il suo rafforzamento sia nei principi che nelle regole.

Le tematiche principali contenute nelle osservazioni riguardavano:

  1. il Fondo perequativo metropolitano (creazione di un fondo di “solidarietà” al quale confluiscono il 50% delle risorse comunali generate dalle trasformazioni urbanistiche e che saranno spese per la rigenerazione urbana e per compensare i Comuni più fragili di Montagna e Pianura) chiedendo la riduzione della percentuale di contribuzione.
  2. il sistema produttivo della montagna, chiedendo di riconoscere un sistema tanto importante quanto a rischio di impoverimento, rafforzandone le politiche a favore.
  3. la disciplina del territorio rurale, richiedendo da una parte il rafforzamento delle politiche di tutela e dall’altra la possibilità di intervento sul patrimonio edilizio esistente.


Relativamente al primo punto, la Città metropolitana ha scelto di confermare la scelta di equità del PTM. Non più territori che corrono e territori che arrancano, ma tutti i territori devono partecipare alle risorse generate dall’urbanistica. Quindi il PTM conferma la percentuale massima del 50%, rigettando le richieste di riduzione.

Invece sono state pienamente accolte le osservazioni relative alla necessità di riservare maggiore attenzione alle effettive esigenze produttive del territorio montano, pertanto la disciplina degli ambiti produttivi è stata integrata, istituendo uno specifico Sistema Produttivo della Montagna. Esso prevede il rilancio della attrattività in territorio montano rafforzando e semplificando le possibilità di insediamento di imprese, anche puntando sulle imprese a basso impatto e ad alto regime di smart working (imprese innovative nella dimensione tecnologica, organizzativa, di prodotto, start up ecc.)

 

 
Sintesi di presentazione delle osservazioni